Debolezze e progetti
Ognuno di noi ha dei punti deboli. Uno dei miei è la passione cieca e spesso immotivata per i romanzi destinati ad adolescenti in crisi ormonale, meglio se conditi con un po’ di gothic e qualche vampiro. O angelo. O licantropo. O strega. O fata. O magari (apoteosi) tutti insieme. Ho adorato Twilight – e sono tuttora convinta che Edward sia il mio ideale di uomo (benché un po’ difficile da gestire) – ma sono anche riuscita a leggere quasi per intero le interminabili lamentazioni di Elena, Stefan e Damon nella saga dei Diari del vampiro, e per riuscirci ci vuole davvero una certa maniacalità. Senza contare i Diari delle streghe, ugualmente deprecabili anche se un filo più logici.
Di recente, attratta da una copertina fuorviante, ho portato a casa tutta contenta
Innamorata di un angelo, di Federica Bosco, e mi sono ritrovata a piangere per un buon quarto d’ora sul finale, maledicendo l’autrice al grido di: “la vita è già triste di suo, e ti ci metti anche tu?”. Perché il problema, come ho avuto modo di spiegare altrove (www.anobii.com/clarissapuntod) e come sa chi mi ha vista singhiozzare alla cinquantesima replica della morte di Anthony in Candy, è che io soffro di smagliature emotive. Maglie lente nella mia corazza dentro le quali scivola robaccia cui in realtà dovrei essere impermeabile. Tanto sembro resistente nella vita reale, quanto crollo miseramente in quella parallela delle storie, dei film, dei libri. Non sopporto gli addii, gli abbandoni, la morte dell’amato e i finali tristi in generale. Posso tollerare disavventure e mezze tragedie, purché alla fine ci sia un bell’happy end stucchevole.
Dopo aver chiuso l’opera della signora Bosco volevo quindi lanciarla contro il muro e dimenticarmene per sempre, ma poco alla volta ho cambiato idea. In parte perché non sarei mai capace di lanciare un libro contro il muro, avendo per l’oggetto in sé un sacro rispetto, ma soprattutto perché, pur riscuotendo un così salato tributo (salato nel senso di lacrimoso) quella storiella aveva comunque generato delle emozioni, ed erano emozioni mie. E io alle mie emozioni ci tengo.
Da ciò è emerso quindi un grandioso piano: non mi vergognerò più delle mie debolezze da dodicenne, ma, anzi, comincerò un metodico percorso di… ingozzamento, spensierato e consapevole, di romanzi grondanti spine, cuori rossi, copertine nere e ali di tutti i colori. E per rendere la cosa più eccitante, ne terrò traccia sulle pagine di Discarica. In fondo è pur sempre un punto debole riciclato in progetto, quindi in perfetto accordo con lo spirito di questo posto.
Uniche clausole: reperire i libri in biblioteca (i fattori prezzo+valore letterario scarso+spazio casalingo limitato non permettono altro) e leggerne non più di uno alla settimana. Oggi c’è stata la prima gita, dalla quale ho riportato Wings e Farfalle nere. E domani è sabato. E il coniuge ha appuntamento dal dentista. Non vedo l’ora di cominciare…
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